Namaste cari amici e amiche,
Sono qui oggi per continuare la riflessione sul Dharma, tema che approfondiremo in presenza a maggio in Italia, durante gli workshop a Milano e soprattutto nel ritiro in Liguria.
Nel testo sacro dello yoga chiamato ¨Bhagavad Gita¨, nel capitolo 3, verso 35; Krishna, che simboleggia il grande Sé Cosmico, dal quale la scintilla dimora dentro a noi, risponde ad Arjuna (rappresentando il devoto o ricercatore spirituale) :
¨śhreyān swa-dharmo viguṇaḥ para-dharmāt sv-anuṣhṭhitāt
swa-dharme nidhanaṁ śhreyaḥ para-dharmo bhayāvahaḥ¨
Che tradotto in italiano sarebbe:
¨È di gran lunga meglio adempiere al proprio dovere naturale, sebbene macchiato da difetti, piuttosto che adempiere al dovere altrui, sebbene in modo perfetto. Anzi, è preferibile morire nell’adempimento del proprio dovere, piuttosto che seguire la strada di un altro, irta di pericoli.¨
Cosa vuole dire Krishna qui…? Secondo il mio sentire e leggendo i commenti dei grandi maestri, come quelli di Yogananda, questo insegnamento ci invita ad essere noi stessi, completamente veri e autentici.
Essere noi stessi, in modo completamente vero e autentico
Affinché possiamo rivelare la nostra vera natura Divina, che arriva dalla Fonte Unica e che si esprime con libertà, creatività e intuizione; e´ importante ¨ritornare¨ un po´ ad essere come dei bambini, ad uno stato di innocenza spontanea, senza paure di sbagliare: agendo con fiducia e coraggio, lasciandosi andare e abbandonandosi nelle braccia della Madre Divina.
Con l’obiettivo di compiere il nostro vero Dharma, o compito naturale Divino, dobbiamo smettere di ascoltare i falsi capricci dell’ego che rafforza il nostro sentirsi inferiori o superiori agli altri… Quando copiamo il dovere di qualcun’altra (o) significa che abbiamo un sentimento di insicurezza, di non essere abbastanza e non ci affidiamo di quello che abbiamo da offrire… Questo sentirsi ¨meno¨ e´ l’altra faccia della medaglia della superiorità: dove immaginiamo di essere più importanti o più speciali rispetto a qualcun’altra (o)… In questo modo, solamente coltiviamo la sofferenza e l’insoddisfazione .
Il nostro cuore, la nostra anima e i nostri sentimenti più profondi non sbagliano mai
Essere trasparenti, per volte, può fare un po ‘paura perché certamente non potremo compiacere a tutti; però ci garantisce seguire il cuore, l’anima e il sentire profondo che nel quadro più ampio non sbaglia mai, anche quando apparentemente e/o temporaneamente sbaglia. Questo perché, anche quando accadono gli errori, se stiamo seguendo l’essenza, quel stesso errore ci conduce a trasformarci, ci induce a cambiamenti e strade inaspettate che spesso sono anche più belle di quelle create dalle aspettative mentali.
Lo yoga ci insegna a ricordare (smirit) che siamo una scintilla dell’oceano cosmico Divino e ognuno di noi ha una qualità ed espressione Unica.
Realizzare il Sé creativo
Questa scienza sacra ci fa realizzare il Sé creativo attraverso le posture e esercizi (asana – che sono laboratori di auto-conoscenza), i mantra e le respirazioni pranayama, che risvegliano l’energia, e soprattutto attraverso le meditazioni del Kriya Yoga nella supercoscienza e i Kriyas di purificazione psicofisiche-energetiche del kundalini yoga. Le pratiche strutturate sul tappetino e sul cuscino vanno a riaccendere stati di maggior presenza e coscienza anche durante le esperienze nella vita.
Piano piano, al scoprire e manifestare questa Vera Natura, troviamo anche un senso di maggior felicità, completezza, soddisfazione e questo va a migliorare anche la salute in generale e la nostra luminosità fisica e mentale, perché ravviviamo la nostra missione dharmica e cominciamo a vivere sempre più allineati alla nostra verità più dolce e amorevole.
E´ importante sottolineare che questa ¨chiamata¨ o ¨missione¨ non deve essere, necessariamente, qualcosa di ¨grandioso¨. Il Dharma si rivela , soprattutto e inizialmente, nelle piccole azioni giornaliere: in quello che la propria vita chiede di fare in quel momento e in quel tempo: dare acqua al cane quando lui lo chiede e´ quindi: ¨Dharmico¨. Con il tempo, e passo a passo, la vita ci parla e ci sollecita dalle piccole a più grandi azioni.
L’unico ostacolo al vivere con leggerezza in questo Dharma e´ la nostra mente che spesso mente. Come dice nella propria Bhagavad Gita, nel capitolo 6, verso 5:
uddhared atmanatmanam
natmanam avasadayet
atmaiva hy atmano bandhur
atmaiva ripur manah
E, qui, la traduzione:
¨L’uomo deve usare la propria mente per elevarsi, non per degradarsi. La mente può essere amica dell’anima condizionata, come può esserle nemica.¨
E, in seguito, nel verso 6 dello stesso capitolo 6:
bandhur atmatmanas tasya
yenatmaivatmana jitah
anatmanas tu satrutve
vartetatmaiva satru-vat
Che vuole dire:
¨Per colui che ha conquistato la mente, la mente è la migliore amica; ma per colui che fallisce nell’intento, la mente diventa la peggiore nemica.¨
Per cui, per lasciare la mente limpida e perciò non averla più uno ostacolo alla vera realizzazione, alla vera conoscenza e l’incontro delle proprie qualità Divine e dharmiche, il ricercatore spirituale deve meditare, meditare, meditare, con profondità, disciplina, attenzione e devozione ed osservarsi continuamente: solo cosi sarà davvero guidato dell’anima , dalla verità del Sé.
In un altra scrittura classica, Amrita-bindu Upanisad 2, conferma l’insegnamento anteriore:
mana eva manusyanam
karanam bandha-moksayoh
bandhaya visayasango
muktyai nirvisayam manah
“La mente è causa di schiavitù per l’uomo, ma anche della sua liberazione. La mente assorta negli oggetti dei sensi è causa di schiavitù, ma quando è staccata da quegli stessi oggetti è causa di liberazione. Perciò la mente che è sempre impegnata nella coscienza di Krishna conduce alla liberazione suprema.¨
Alla fine dell’insegnamento, Krishna dice ad Arjuna: nel capitolo 18, verso 63
iti te jñānam ākhyātaṁ guhyād guhyataraṁ mayā
vimṛiśhyaitad aśheṣheṇa yathechchhasi tathā kuru
“Vi ho dunque rivelato questa conoscenza, più segreta di tutti i segreti. Meditateci a fondo e poi fate come meglio credete.”
Krishna sottolinea che l’anima non è un robot, ma un creatore con la libertà di scegliere il proprio destino.
E, così… rimane la domanda, che lascio ad ogni cuore nel silenzio di se´ stessi a rispondere: che destino vogliamo creare?
Ritiro Dharma – Vivere in Armonia
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“La guerra e il crimine non pagano mai. I miliardi di dollari andati in fumo in un nulla esplosivo sarebbero stati sufficienti per creare un mondo nuovo, quasi del tutto liberato dalle malattie e completamente affrancato dalla povertà. Non una terra di paura, caos, carestia, pestilenza, non una danze macabre, bensì un vasto mondo di pace, di prosperità e di conoscenza sempre più ampia.”
PARAMAHANSA YOGANANDA

